Johannes Maurice 1411

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I binari che vanno nella medesima direzione: al ripiegarsi di uno si ripiega anche l’altro.

I flutti della pelle marina s’increspano

e movimenti più intestini e lenti, al contempo più violenti,

si ripetono negli abissi.

Il politicizzato affermare posizione

racchiude e contiene

ben più fluide contemplazioni e meraviglie

tra battibecchi esasperati.

Si compiangono reciprocamente i ricordi di tempi mai esistiti,

evocando emozioni taciute,

invocando un perdono futuro

neanche solo immaginato.

E sfiora intanto l’udito,

una carezza solenne graffia l’anima

appigliandosi al colore sbiadito

e a sapori agrodolci.

Riprendono a viaggiare i treni,

certo,

fumeranno ancora locomotive

facendo tintinnare porcellane

rapendo fissi sguardi da immobili paesaggi.

Ancora qualcuno verserà tè indiano,

traboccando poi questo in tazze vibranti…

certo,

ancora bambini correranno su moquets impolverate,

che poi sono sempre quelle,

senza ancor esser cambiate.

E quell’orologio rifiuterà ancora

il tic tac del prossimo secondo,

stanco e nella sua stanchezza

perfetto.

m.a.s.

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